valutare una company

Messaggioda needmathhelp » 03/12/2007, 19:14

Ciao!
Molto basicalmente, per valutare una company posso basarmi sopratutto su un approccio
A)income based e quindi discounted cash flows
B)P/E price earnings ratio magari usando l'average dell'industry, con relativa conseguente approssimazione

E che altro? Cosa mi sto scordando?(Risposta= Molto)

Insomma, fondamentalmente la mia domanda è: come la imposto partendo da i dati che avrò, come uso bloomberg,.. chi mi fa un brainstorm, vorrei integrare quello che so, vorrei vedere la big picture.

Grazie mille
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Messaggioda Marvin » 04/12/2007, 11:55

per le imprese quotate in borsa?

io ne so poco, 2 indicatori borsistici interessanti che mi hanno tirato fuori a lezione sono:

- P/E (che hai già detto tu)
- P/S (price/sales)

purtroppo io di "big pictures" non ne ho da passarti...

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Messaggioda kinder » 04/12/2007, 12:16

se l'azienda è quotata in borsa, il suo valore coincide colla capitalizzazione. Se non lo è, allora ti imbarchi in un tema specialistico, non semplice. Quali sono i dati che pensi di poter avere a disposizione per tale valutazione?
Ti premetto che l'utilizzo di qualunque indicatore basato su dati storici è insufficiente, perché non ti dice nulla delle prospettive dell'azienda. Serve almeno un piano industriale, possibilmente credibile. Se l'azienda è quotata in borsa hai garanzia del fatto che il prezzo delle azioni sconta già tutte le informazioni disponibili (oltre ad una quota parte di volatilità di settore/mercato).
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Messaggioda Cheguevilla » 04/12/2007, 12:51

Se l'azienda è quotata in borsa hai garanzia del fatto che il prezzo delle azioni sconta già tutte le informazioni disponibili (oltre ad una quota parte di volatilità di settore/mercato).
Non sempre è un bene, visto che talvolta vengono fatte "trapelare" informazioni non propriamente corrette proprio con l'obiettivo di alterare la valutazione di un titolo e consentire una speculazione.
Se si tratta di una valutazione strettamente economica, ad esempio per società non quotate, ne possiamo discutere...
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Messaggioda kinder » 04/12/2007, 13:39

Cheguevilla ha scritto:
Se l'azienda è quotata in borsa hai garanzia del fatto che il prezzo delle azioni sconta già tutte le informazioni disponibili (oltre ad una quota parte di volatilità di settore/mercato).
Non sempre è un bene, visto che talvolta vengono fatte "trapelare" informazioni non propriamente corrette proprio con l'obiettivo di alterare la valutazione di un titolo e consentire una speculazione....


Si, certamente. Ritenevo sottinteso il fatto che, in prima battuta, l'analisi non può che assumere un'assenza di reato sia riguardo i documenti societari sia riguardo la gestione delle comunicazioni. In un secondo tempo, molto probabilmente, in sede di risk analysis si dovrà tener conto di tanti fattori...come l'esperienza suggerisce. Rimane il fatto che, a meno che non si avvii un'attività reale volta all'acquisizione dell'azienda, non si riesce a beneficiare della comprensione che si acquisisce con una due diligence seria.
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Messaggioda needmathhelp » 04/12/2007, 18:17

Allora, non vi seguo più.. fatemi partecipe della vostra discussione con un piano, una specie di schema tipo

Azienda-> 2casi : A) quotata B) non quotata


Caso A) si procede così se... si procede così se ...

E la domanda è così brutta e mal posta, ma purtroppo vera
"Come valuti una company" senza nientaltro detto..
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Messaggioda Cheguevilla » 04/12/2007, 18:33

Insomma, non è così semplice.
Se devo valutare la Giorgi e Rossi S.n.C. seguo una strada, se devo valutare Premuda S.p.A. cambia tutto.
Sono davvero due cose totalmente diverse.
Supponendo di non avere le informazioni derivanti da un mercato regolamentato come può essere la borsa, mi concentrerei su alcuni dati più strettamente funzionali.
I soliti indici funzionano sempre quando si deve dare un giudizio di facciata, ROI, ROE, EBIT, EBITDA.
Questi possono comunque mascherare molte cose, per cui non possono essere presi come oro colato, ma possono essere sufficienti per un primo screening.
Poi suggerisco di vedere la capitalizzazione, se questa non è alta, il rapporto tra debiti a lungo e debiti a breve, confrontato con il rapporto tra costi fissi e variabili.
Poi, potremmo andare avanti a lungo, ma da questo punto in poi (forse anche dal punto precedente) conviene adattare l'ipotesi in base al tipo di impresa che si deve analizzare.
Ad esempio, Hapag Lloyd avrà una struttura molto diversa da BMW...
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Messaggioda Cheguevilla » 04/12/2007, 18:34

Ah, opzione B: su internet esistono diversi siti, a pagamento, che offrono delle analisi già pronte per molte aziende.
Non so niente su questi siti, su come funzionino e su quanto siano attendibili.
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Messaggioda SnakePlinsky » 04/12/2007, 19:04

valutare una company
Ciao!
Molto basicalmente, per valutare una company posso basarmi sopratutto su un approccio
A)income based e quindi discounted cash flows
B)P/E price earnings ratio magari usando l'average dell'industry, con relativa conseguente approssimazione

E che altro? Cosa mi sto scordando?(Risposta= Molto)

Insomma, fondamentalmente la mia domanda è: come la imposto partendo da i dati che avrò, come uso bloomberg,.. chi mi fa un brainstorm, vorrei integrare quello che so, vorrei vedere la big picture.

Grazie mille


Premetto che se usi Bloomberg, questo forum non è adatto alle tue domande, ci sono altri forum dove trattano queste tematiche. Non perchè il livello di questo forum sia basso, anzi, ma perchè si tratta di temi molto tecnici.

Seconda premessa: vero è che va molto di moda oggi per gli analisti in una notte valutare il valore di un'azienda in base alla presentazione della società o 3 bilanci e le trimestrali. Il problema è che valutare un'azienda è un arte più che una procedura matematica. Ci sono trattati interi sull'argomento, e i valutatori sono pochi, e il loro giudizio è raramente neutro.
Siccome valutare un'azienda è un'arte, ma nella pratica di mercato non c'è "tempo da perdere", si usano quelle tecniche standard la cui validità è o in pratica bassa (la famiglia dei discounted cash flow, equity cash flow, redditi futuri, etc -> si basa su scommesse di flussi futuri. Da scommesse è difficile ricvare un valore certo. Quando quelli che prendono i soldi ti dicono "noi faremo questo e quello" (leggasi piano industriale) quanto ci si può fidare?) o teoricamente bassa (P/E: aziende possono avere per infiniti motivi politiche di utili diverse, struttura diversa, etc.).

Nella pratica si usa molto il P/E come un primo indicatore, di base, per avere subito un'idea. Ovviamente non bisogna fermarsi lì.

Per quanto riguarda la famiglia dei discounted flussi futuri, che dire, la loro labilità come metodo di calcolo è estrema, per avere una validità devono essere fatti molto bene. A questo proposito ti consiglio di dare un'occhiata al concetto di "capitale economico" sviluppato dal Proff. Guatri. Comunque sul sito di borsa italiana scaricati una valutazione di un impresa qualsiasi , per vedere che metodologie usano.

Da quste considerazione consegue che:

1) tutti gli analisti "della notte" tendono a "copiarsi", poichè utilizzano le stesse metodologie.

2) lo sò che mi ripeto, ma se uno fosse in grado di valutare in modo perfetto le aziende, diventerebbe molto ricco.
Ora questo succede in rari casi (Warren Buffet è uno di questi, per chi non lo conosca consiglio wikipedia per farsi un'idea)

Concludo dicendo ricordando che la valutazione di un'azienda è un arte, un pò come l'analisi tecnica, ci sono analisti che ci prendono spesso e altri mai, utilizzando gli stessi strumenti.
Comunque per avere un'idea nella pratica scaricati le valutazioni degli analisti, per esempio qua:
http://www.borsaitaliana.it/bitApp/comp ... 03&lang=it

(il fatto che sia gente che da fiat a 9 e gente a 30 fa riflettere sulla bontà delle valutazioni in generale :-D)


se l'azienda è quotata in borsa, il suo valore coincide colla capitalizzazione. Se non lo è, allora ti imbarchi in un tema specialistico, non semplice.


Il Che (hasta la victoria siempre ;-) ) dice "non sempre": io aggiungo MAI.
2 fattori oggettivi sono:

1) il prezzo di borsa è un prezzo marginale: non si può valutare tutta un'azienda in base al valore con cui si è scambiato l'1% oggi in borsa. Come valutare il prezzo di tutte le case in base a quelle vendute in 1 anno. Giacchè l'inizio delle vendite o degli acquisti a quel prezzo per quantità anch'esse marginali fa immediatamente salire o scendere il prezzo, figuriamoci tutto il capitale azionario.

2) Nei prezzi delle azioni ci sono anche grandezze non direttamente reddituali: il diritto di voto in assemblea. Si guardi a questo proposito la differenza tra prezzo delle ordinarie e le risparmio.

Oltre a questi motivi "oggettivi" ce ne sono altri di natura filosofica: efficenza dei mercati, nel mercato si scommette, il valore non è mai assoluto ma sempre relativo al mondo circostante, e chi vuole aggiungere aggiunga.

....l'obiettivo di alterare la valutazione di un titolo e consentire una speculazione.


Il mercato è speculazione, il capitalismo è speculazione, addirittura la nostra vita è speculazione.

Di non speculativo al mondo ci sono solo 2 cose: la morte e le tasse. Anzi, mi correggo, da noi ne rimane solo una, e non sono le tasse :-D
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Messaggioda Injuria » 04/12/2007, 19:18

1) Chiedi ai dipendenti se sono contenti
2) Chiedi ai clienti se sono contenti
3) Conosci colui che prende le decisioni e valutane la cultura
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